Benvenuto a una nuova puntata della nostra entusiasmante serie di interviste, «Golf Journeys», in cui ci immergiamo nelle storie di golfisti appassionati e nelle loro avventure sui green. Attraverso un’avvincente intervista in 5 domande, vogliamo celebrare la gioia, la camaraderie e l’ispirazione che il golf porta nelle nostre vite.
In questa nuova intervista, siamo entusiasti di presentare il nostro nuovo ospite: l’unico e inimitabile Greg Monteforte, il visionario fondatore di GolfThreads, un sito web e una serie di account social dedicati alla moda del golf dal 2013. Ex Style Insider del PGA Tour, ha contribuito con articoli settimanali per sei anni, mettendo in mostra la sua competenza ed entrando in contatto con una comunità variegata di appassionati di golf. L'influenza di Greg si estende alla televisione, dove ha girato coinvolgenti segmenti per il Morning Drive di Golf Channel su una serie di interessanti temi di moda golfistica.
1- Ciao Greg, come ti sei avvicinato al golf?
Mio nonno era un golfista. Ricordo che andavo a trovarlo e, quando mi svegliavo il sabato mattina, lui era già fuori a giocare. Aveva sempre uno dei primi tee time.
Quando avevo circa nove anni, mi regalò un set junior usato che aveva avuto da un amico. C'erano legni in persimmon, ferri a lama e un putter tipo Bullseye. Rimasero in cantina per qualche anno a prendere polvere. Ero più interessato a giocare a calcio e a basket. Poi, a 12 o 13 anni, io e i miei amici cercavamo qualcosa da fare le mattine d'estate prima di andare in piscina il pomeriggio, e iniziammo a giocare su un campo par 3.
In qualche modo un paio di anni dopo entrai nella squadra di golf del liceo e mi buttai a capofitto. D'estate passavo tutto il giorno al campo e d'inverno facevo putt e chip in cantina ogni giorno. Ho giocato tornei junior e amatoriali locali e ho lavorato nella sala sacche e nel pro shop di alcuni country club durante il liceo e l'università.
Ironia della sorte, ora sono come mio nonno. Nei weekend mi alzo presto e prendo uno dei primi tee time.
2- Sappiamo che i golfisti hanno rituali e superstizioni unici in campo. Hai qualche routine particolare prima della partita o un portafortuna di cui non puoi fare a meno?
Ho sempre meno superstizioni, perché a un certo punto smettono tutte di funzionare. Ahah!
Ho un marcapalla forgiato a mano preferito di Seamus Golf e un aggiustapitch preferito di Kapalua che di solito tengo nella tasca destra. Prima di ogni giro metto anche quattro tee lunghi nella tasca destra e quattro corti nella sinistra. Più che una superstizione, serve ad assicurarmi di avere abbastanza tee per il giro. Sinceramente, mi importa più che i miei outfit siano impeccabili che le superstizioni.
3- In Lambda Golf celebriamo l’amore per il golf e la gioia che porta. Puoi raccontarci una storia emozionante o un momento divertente che ti è capitato in campo?
Non so se c'è una storia in particolare, ma i miei ricordi più belli sono quelli condivisi con le persone importanti per me. L'anno scorso ho passato qualche giorno a giocare a Pebble Beach con mio padre. Mia figlia gioca nella squadra del suo liceo. Poter passare del tempo con loro sul campo è stato fantastico.
Io e mio padre abbiamo iniziato a giocare nello stesso periodo, così ci siamo appassionati al gioco insieme. Credo di aver avuto un vantaggio perché ero più giovane e da adolescente avevo più tempo da dedicargli, ma ora lui è in pensione e le parti si sono invertite. Vedere mia figlia giocare le partite del liceo e fare amicizia sul campo è bellissimo. Insomma, quanti papà possono passare qualche ora di qualità con le figlie adolescenti parlando di bastoni e scarpe da golf?

4- Ogni golfista ha una destinazione golfistica “dei sogni”. Se potessi giocare un giro di golf ovunque nel mondo, dove sarebbe e perché?
Ho avuto la fortuna di giocare a Cypress Point qualche anno fa. Difficile fare di meglio, ma Augusta National Golf Club sarebbe in cima alla mia lista.
5- Quale modello di calzatura Lambda Golf sceglieresti per quell’esperienza straordinaria?
Adoro i brogue e i wingtip tradizionali. Mi piacciono anche i look molto puliti con dettagli discreti. Sono un grande fan delle mie Arezzos e Torinos, ma per un giro ad Augusta dovrei allacciarmi le Monza White Diamond. È una scarpa bellissima, con il tacco a strati e il discreto motivo a diamante sulla tomaia in pelle.
Domanda bonus: se potessi disegnare il paio di scarpe da golf dei tuoi sogni, che caratteristiche avrebbero? Sii creativo e lascia correre l’immaginazione!
Al liceo avevo un paio di wingtip con base bianca, vernice blu navy sulla punta e sul tallone e vernice azzurra sulla sella. Sono ancora tra le mie scarpe preferite di sempre. Le ricreerei con tutti i comfort e le tecnologie moderne delle scarpe di oggi.
Grazie, Greg!
Instagram: @golfthreadsblog
Sito web: www.golf-threads.com
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